LE FORZE DI POLIZIA E GLI ADDETTI AI SERVIZI DI CONTROLLO

A cura di Marco Lucidi

Tralasciando alcuni aspetti di dettaglio in cui non voglio entrare in merito, metto a seguire alcune informazioni fondamentali per gli Addetti ai Servizi di Controllo (ASC) figura professionale disciplinata dal DM 6/10/2009, così detto Decreto “Maroni”.

Sono fondamentali, e ci tengo a chiarirle, perché troppo spesso mi è capitato di presidiare alcuni varchi in qualità di ASC con altri colleghi, anche molto navigati, e spesso ho dovuto assistere a prese di posizione al quanto inutili e, a volte, molto pericolose. Pericolose alla luce di comprovata ignoranza in merito alle proprie competenze, ma soprattutto nei riguardi delle competenze degli operatori di sicurezza istituzionali. Questi spesso si presentano in borghese ai varchi, qualificandosi e chiedendo di poter entrare, possibilmente senza fare il biglietto (anche non facendolo in maniera esplicita). A volte le prese di posizione dei miei colleghi, mi sono accorto, fondano le radici nella poca simpatia nei confronti delle FF.O.. Colgo l’occasione per avvisare simpaticamente i colleghi, che forse hanno le idee poco chiare. Non è possibile nutrire poca simpatia per coloro ai quali, per primi, dobbiamo rendere conto del nostro operato durante il lavoro.

Mi sembra chiaro che, sempre in riferimento alla mia esperienza, non ci siano dubbi in merito agli agenti di Pubblica Sicurezza (PS) che si presentano ai varchi in divisa…almeno quello! Troppa tracotanza per quelli in borghese.

Gli operatori di PS (sia gli Agenti che gli Ufficiali), possono sempre entrare durante le Attività di Intrattenimento e di Spettacolo in Luoghi Aperti al Pubblico o in Pubblici Esercizi quando sono in servizio. Anzi, in servizio, sarebbero loro a dover svolgere il lavoro che di solito a noi viene delegato dal Prefetto, per il tramite del titolare della Licenza. Ovviamente il semplice qualificarsi non implica l’essere in servizio. O meglio, essere in servizio con il precipuo compito di effettuare Pubblica Sicurezza in quel posto e per quell’evento. Questo è implicito invece, quando si è in divisa o quando si viene destinati dal Questore proprio nel contesto in cui sta operando l’ASC.

Normalmente, per esperienza, se l’operatore di PS si qualifica soltanto per poter entrare, non è in servizio lì. Potrebbe però essere in borghese in veste di Polizia Giudiziaria (PG), e lì si aprono scenari sconosciuti ai più, per cui la PG non deve neanche darci troppe spiegazioni. Che ai colleghi piaccia, o meno. Quindi la situazione classica che capita alla porta di un locale/evento, è:

APS (Agente di Pubblica Sicurezza): mostra la sola placca del Corpo/Arma/Forza Armata di appartenenza

ASC (Addetto al Servizio di Controllo): “è in servizio?”

APS: “no!”

ASC: “mi dispiace, ma deve fare il biglietto come gli altri”.

Ci sono molti errori nelle dinamiche classiche, come quella sopra riportata. Cerchiamo di aggiustare il tiro. Ho messo un APS nel dialogo tipo, perché la maggior parte delle volte sono loro che cercano di poter entrare. Nell’esempio riportato, ho concesso al collega almeno di non aver fatto entrare un perfetto sconosciuto, anche se il modo lascia un po’ a desiderare. Aggiustiamo un po’ il dialogo, cercando di renderlo più professionale, trovando l’equilibrio tra il dimostrare che abbiamo cognizione di quello che dobbiamo chiedere, e il non mancare per primi di rispetto ad un pubblico ufficiale.

APS: mostra la sola placca del Corpo/Arma/Forza Armata di appartenenza

ASC: “scusi, potrebbe mostrarmi il tesserino?”

APS: “certo!”, e lo mostra

ASC: “è in qualità di Polizia Giudiziaria?”

APS: “no, non sono neanche in servizio di PS, volevo solo chiedere se potevo entrare”

ASC: “purtroppo ho disposizioni di fare entrare solo agenti in servizio, altrimenti di chiedere di rivolgersi in cassa per sapere se ci sono dei biglietti riservati a voi”.

Suona meglio, no? Rispettare il lavoro altrui e dimostrare professionalità, sono atteggiamenti che restituiscono altrettanto rispetto e professionalità.

Per capire bene quali sono le differenze tra le due situazioni precedenti, serve inquadrare i diversi ruoli di Polizia. Quindi a seguire.

PUBBLICA SICUREZZA

NORMA DI RIFERIMENTO: TULPS (Testo Unico per le Leggi di Pubblica Sicurezza – Regio Decreto 18 giugno 1931, n.773 e ss.mm.ii.) e relativo Regolamento di Attuazione (Regio Decreto 6 maggio 1940, n.635 e ss.mm.ii.).

Riguarda quelle attività di polizia, mirate ad assicurare la sicurezza attraverso il rispetto delle norme di legge, a prevenire che la collettività possa subire danni da eventi non volontari qualunque genere, o comunque a prevenirne drammatici epiloghi attraverso l’attuazione di forme di prevenzione e di soccorso.

Se il TULPS, al Capo I, stabilisce il punto di partenza della catena gerarchica delle attribuzioni di pubblica sicurezza, nella pratica occorre notare che la differenziazione delle attribuzioni di P.S. da quelle di Polizia Giudiziaria, costituisce uno dei punti più importanti nella definizione delle competenze di particolari dipendenti dello stato, a partire dagli appartenenti alle Forze dell’Ordine. I due tipi di attribuzioni, infatti, pur entrambe distribuite in categorie di ufficiali ed agenti (di P.S. e/o di P.G.), divergono nell’oggetto e nei possibili interventi.

POLIZIA GIUDIZIARIA

NORMA DI RIFERIMENTO: CODICE DI PROCEDURA PENALE (Decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447 e ss.mm.ii.).

S’intende una funzione dello Stato mirata ad assicurare le condizioni per l’esercizio dell’azione penale. E’ ausiliaria all’attività giudiziaria ed esercita l’azione penale.

La Polizia Giudiziaria interviene quando si è già verificato un reato. La sua attività inizia dalla ricezione di una notizia di reato e si attua anche prima di ricevere ordini dal Pubblico Ministero, o chi per lui.

In pratica la Polizia Giudiziaria:

–          Prende notizia dei reati, lavora alla ricerca di indizi, sia da fonte esterna che di propria iniziativa ed in via del tutto autonoma, indipendentemente dalla volontà dei diretti interessati. Fino a quando il Pubblico Ministero non assume la direzione delle indagini, la Polizia Giudiziaria deve continuare la propria attività mantenendo informato il magistrato;

–          Riferisce per iscritto la notizia di reato al Pubblico Ministero;

–          Impedisce che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori;

–          Ricerca ed identifica gli autori dei reati, e di eventuali altre persone, nei cui confronti vengono svolte le indagini;

–          Compie gli atti necessari per assicurare le fonti di prova (informazioni, perquisizioni, accertamenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone, sequestri, rilievi fotografici) e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale;

–          Se vi è pericolo che le cose, le tracce e i luoghi interessati si alterino o si disperdano o comunque si modifichino e il Pubblico Ministero non può intervenire tempestivamente, ovvero non ha ancora assunto la direzione delle indagini, gli ufficiali di polizia giudiziaria compiono i necessari accertamenti e rilievi sullo stato dei luoghi e delle cose.

–          Alla polizia giudiziaria è vietato fare ispezioni sulla persona. (Articolo 354 C.P.P)

IN SINTESI

L’ordine e la legalità vengono tutelati servendosi delle forze di polizia. La polizia amministrativa comprende: la polizia tributaria, la polizia sanitaria, la polizia stradale e, importantissima, la polizia di sicurezza; e si occupa dell’osservanza della legge e dei regolamenti amministrativi, in esecuzione delle funzioni proprie del potere esecutivo.

La polizia di sicurezza si occupa di ordine pubblico e sicurezza delle persone: tende a prevenire il compimento dei reati. Di regola non gode di poteri coercitivi. La funzione di polizia di sicurezza è diretta dal Ministro dell’Interno, e in sede locale dal Prefetto o dal Questore.

La polizia giudiziaria, invece, interviene a reato perpetrato: tende alla repressione dei reati. Appena giunge la notizia che è stato commesso un reato, viene esercitata la funzione di polizia giudiziaria con l’uso di poteri coercitivi. In situazioni di necessità o urgenza la polizia giudiziaria procede all’arresto in flagranza o al fermo di una persona gravemente indiziata e inoltre, in caso di flagranza di reato, può perquisire persone o luoghi. La funzione di polizia giudiziaria è svolta sotto la direzione del Pubblico Ministero e sotto la sorveglianza del Procuratore Generale presso la Corte d’Appello.

…E QUINDI…

È ovvio che accertarsi se chi chiede di entrare senza il biglietto, non solo ha il diritto di entrare, ma che fermarlo renderebbe noi passibili di denuncia, è fondamentale e professionale. Inoltre bisogna capire che si possono qualificare come Ufficiali o Agenti di Polizia Giudiziaria (UPG e APG) anche persone non appartenenti alle FF.O. o alle FF.A., ma personale civile con funzioni riconosciute.

La distinzione che penso possa chiarire meglio è che la Pubblica Sicurezza lavora per lo più in prevenzione, per cui non agisce in urgenza, ne sotto copertura, né in situazione di pericolo per loro e per gli altri. La Polizia Giudiziaria sì! Quindi se alla domanda se stanno svolgendo attività di PG, la risposta è negativa, si ha tutto il tempo di chiedere documentazione attestante il servizio di PS nella location in cui si sta svolgendo il Servizio di Controllo.

Nel caso di attività di PG, è meglio non far perdere tempo. Una volta che si sono qualificati è buona norma restare a disposizione per un eventuale supporto.

Una piccola nota la metto sul finire.

Negli eventi di spettacolo che avvengo negli stadi, in cui è in essere il regolamento stadi, è presente la figura del GOS (Gruppo Operativo per la Sicurezza) il quale opera in permanenza presso ogni impianto sportivo ed è presieduto da un funzionario di polizia nominato dal Questore. Del GOS fanno parte funzionari dei Vigili del fuoco, del Servizio sanitario, della Polizia municipale nonché il delegato per la sicurezza. Ogni operatore di Polizia, che a vario titolo entra nello stadio, e che si qualifica, deve essere comunicato al GOS…qualsiasi funzione ed a qualsiasi titolo entri! Invito tutti gli ASC che si dovessero trovare in servizio in uno stadio, per qualsiasi evento di spettacolo, di leggersi il relativo regolamento per la sicurezza.

Marco Lucidi