“LEGGERE ATTENTAMENTE LE ISTRUZIONI”

Puoi fidarti del detective?

Qualche tempo fa Le Iene hanno mandato in onda un servizio dal titolo <<Uno “007” molto particolare>>.

Vi invitiamo a perdere un po’ del vostro tempo dando un’occhiata al reportage (link in basso) – alla fine dura solo 10 minuti – per capire di cosa stiamo parlando.

In sintesi, l’inviato de Le Iene illustra il modus operandi poco canonico di un investigatore privato, che avrebbe apparentemente contraffatto foto, documentazione e relazioni connesse principalmente a un caso di “falsa malattia”, ma con buona probabilità anche ad altri casi passati sotto le sue mani.

Tralasciando la dicitura “007”, un po’ inadeguata e anacronistica per definire un investigatore privato, la situazione in questione è davvero seria, a tratti sconvolgente. Lungi da noi giudicare l’operato di questo individuo, non è nostra intenzione intrometterci in questo preciso caso, eppure gli spunti di riflessione che ne emergono sono veramente tanti.

Partiamo dalla base. Tutta la documentazione prodotta al termine di un servizio investigativo è oro: questa non solo può fornire le conferme del dubbio del cliente, sia esso legato a un’infedeltà coniugale, alla condotta sleale di un dipendente o ad altre svariate ragioni, ma può essere utilizzato dallo stesso cliente in sede di giudizio per far valere i propri diritti.

Capite bene, quindi, che la veridicità delle informazioni riportate sulla relazione investigativa è un requisito fondamentale perché il tutto possa svolgersi nel pieno della legalità.

Sarà banale dirlo, ma le conseguenze di una relazione falsata o manomessa sono spiacevoli e onerose per tutti: per il soggetto indagato, per il cliente e, non da ultimo, per il titolare di licenza dell’agenzia investigativa.

Purtroppo, non è così inusuale trovarsi di fronte a notizie che riportano di condotte inappropriate da parte di investigatori privati o sedicenti tali.

Come evitare quindi di imbattersi in finti detective o investigatori privati poco professionali?

È possibile capire se mi sto rivolgendo al giusto professionista? La risposta è si, ed ecco alcune piccole accortezze per identificarlo:

Innanzitutto, l’investigatore privato titolare di istituto è in possesso di una licenza rilasciata dalla Prefettura che lo abilita alla conduzione di un’agenzia investigativa. Recandovi nel suo ufficio la troverete esposta e ben visibile. Di conseguenza, potete essere sicuri che l’investigatore titolare di licenza prefettizia sia in possesso tutti i requisiti richiesti dalla legge per erogare servizi investigativi.

In seconda istanza, prima dell’inizio di ogni attività, al cliente viene richiesto di compilare obbligatoriamente un mandato investigativo con il quale si assegna ufficialmente all’agenzia l’incarico di condurre la specifica attività investigativa. Diffidate da chi non lo richiede: per il codice deontologico dell’investigatore privato questo passaggio è indispensabile per dare principio all’attività.

Ogni attività investigativa ha le sue tempistiche e i suoi costi. Non è un lavoro semplice e i risultati non possono essere sempre ottenuti nei modi e nei tempi stabiliti dal cliente. Affidarsi a un professionista vuol dire ricevere consigli e pianificare insieme le strategie di indagine efficaci per raggiungere l’obiettivo.

Attenzione ai campanelli di allarme: se l’investigatore è disinteressato a progettare l’attività con voi, non perde tempo a spiegarvi le migliori modalità di azione, vi propone tariffe “troppo agevolate” e risultati certi in pochi giorni, allora forse c’è qualcosa che non va.

Infine, occhio all’investigatore che dice sempre “si”. Molte volte le richieste di un cliente non possono essere accontentate perché violano la privacy dell’indagato o la legge. Ed è proprio lì che emerge la bravura del vero investigatore privato, che tramite procedure conformi alla legge riesce a soddisfare le esigenze del cliente, senza attingere a sotterfugi.

Ricordate: l’investigatore privato potrà anche agire “di nascosto”, ma il suo operato deve essere chiaro e il prodotto del suo lavoro deve risultare trasparente, limpido, conforme alla realtà dei fatti.

E, se proprio vogliamo concludere in bellezza, il vero investigatore privato non accetterà mai di mettere in relazione qualcosa che non ha visto con i propri occhi e sentito con le proprie orecchie.

Ma, soprattutto, non falsificherà mai un report investigativo per le esigenze del cliente.

Ecco il link per vedere il servizio: https://www.iene.mediaset.it/video/investigatore-privato_1098807.shtml