Un sospetto sulla fedeltà del partner. Un dipendente che abusa della nostra fiducia fingendosi malato o “timbrando il cartellino” per poi abbandonare il posto di lavoro. Un figlio minore che in adolescenza frequenta persone poco raccomandabili. Un socio in affari che trafuga segreti aziendali per rivenderli alla concorrenza.

Esistono molte situazioni che accendono il dubbio dentro di noi. Spesso cerchiamo un modo per far luce sulle circostanze poco chiare, ma non sappiamo quale sia. Proviamo a documentarci sul web, o magari chiedendo ad un amico, o chiamando in causa il nostro Legale. Cerchiamo qualcuno che possa aiutarci a comprendere cosa accade realmente alle nostre spalle. Qualcuno che sia in grado di fornire le informazioni che ci vengono nascoste e che potrebbero nuocere alla nostra stabilità emotiva, economica e psicologica.

E se chiedessi aiuto ad un Investigatore?

 

Ecco 10 motivi per rivolgersi ad un Investigatore Privato: 

CLOSE PROTECTION MADE IN ITALY: LA DIFESA DI TERZE PERSONE

 A cura di Marco Lucidi

 Troppe volte, per la voglia di emergere con qualifiche affascinanti, ci si fa convincere che sia possibile fare quello che non è possibile fare per legge. Il bodyguard in Italia, non esiste.

LE FORZE DI POLIZIA E GLI ADDETTI AI SERVIZI DI CONTROLLO

A cura di Marco Lucidi

 

Tralasciando alcuni aspetti di dettaglio in cui non voglio entrare in merito, metto a seguire alcune informazioni fondamentali per gli Addetti ai Servizi di Controllo (ASC) figura professionale disciplinata dal DM 6/10/2009, così detto Decreto “Maroni”.

Sono fondamentali, e ci tengo a chiarirle, perché troppo spesso mi è capitato di presidiare alcuni varchi in qualità di ASC con altri colleghi, anche molto navigati, e spesso ho dovuto assistere a prese di posizione al quanto inutili e, a volte, molto pericolose. Pericolose alla luce di comprovata ignoranza in merito alle proprie competenze, ma soprattutto nei riguardi delle competenze degli operatori di sicurezza istituzionali. Questi spesso si presentano in borghese ai varchi, qualificandosi e chiedendo di poter entrare, possibilmente senza fare il biglietto (anche non facendolo in maniera esplicita). A volte le prese di posizione dei miei colleghi, mi sono accorto, fondano le radici nella poca simpatia nei confronti delle FF.O.. Colgo l’occasione per avvisare simpaticamente i colleghi, che forse hanno le idee poco chiare. Non è possibile nutrire poca simpatia per coloro ai quali, per primi, dobbiamo rendere conto del nostro operato durante il lavoro.

 

 

TIPI DI LICENZE INVESTIGATIVE: CIVILE E PENALE

A cura di Marco Lucidi

 

INTRODUZIONE

TUTTE LE LICENZE PREFETTIZIE SONO PERSONALI.

NON ESISTE LA LICENZA DELL’ISTITUTO, MA ESISTE IL TITOLARE DI LICENZA CHE METTE A DISPOSIZIONE TALE LICENZA IN UN DETERMINATO ISTITUTO.

Solo per indagini in ambito civile, con riferimento all’art.134 TULPS, è possibile delegare a dei collaboratori almeno gli aspetti operativi. Fermo restando che la responsabilità rimane del titolare della licenza.

In ambito penale la norma di riferimento, cioè l’art.327bis CPP, prevede che il titolare di licenza non possa delegare alcuna funzione. Non tutti i detentori di licenza

L’Addetto ai Servizi di Controllo nella Attività di Intrattenimento e di Spettacolo in Luoghi Aperti al Pubblico o in Pubblici Esercizi, cioè l’ex Buttafuori nella versione meno formale, è una figura professionale disciplinata dal DM 6/10/2009. La norma prevede che l’operatore abbia svolto uno specifico corso di formazione della durata di 90 ore e riconosciuto dalla Provincia in cui tale corso viene erogato. La partecipazione e il superamento dell’esame finale, con il rilascio del relativo attestato, rientra nell'insieme dei documenti che devono essere presentati presso la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo per l’inserimento nelle relative liste a seguito del rilascio di un numero di registrazione. La richiesta viene inoltrata dal Datore di Lavoro che si dota del servizio di tale operatore (e che ne abbia facoltà), e che provvedere a fornire il corrispettivo tesserino, sempre al seguito e ben visibile, con riportato le generalità dell’addetto ai servizi di controllo, e il numero di registrazione nell'elenco prefettizio.

Tutte le precedenti informazioni, nel dettaglio, sono riportate nel decreto ministeriale summenzionato.

Questa lunga introduzione per inquadrare un operatore in capo al quale ci sono responsabilità non